AREA BOTANICA “FRANCESCO LUCCIO”.

A cura di Marianna D’Arienzo

L’Area Botanica “Francesco Luccio” è situata  sulla “Collina dei Camaldoli”, il più elevato tra i relitti  di un antichissimo vulcano flegreo denominato “Archiflegreo”, (“Ur Phlegraeus” del Geologo Rittmann), oggi totalmente distrutto. E’ curata dai Volontari dell’Associazione “Agrifoglio” che provvedono anche alla sua manutenzione (pulizia, innaffiamento, falciatura, contenimento delle specie invasive, cura dei sentieri). Si estende lungo il confine orientale – meridionale del “Bosco dei Camaldoli”, zona di riserva integrale del “Parco Urbano dei Camaldoli”.

In netto contrasto rispetto alla sommità della “Collina”, coperta da un “Castagneto Ceduo”, il cui utilizzo per l’estrazione del legname è cessato da decenni, i versanti sui quali si apre la nostra “Area” sono ripidi, scoscesi e caratterizzati da vegetazione rada.

L’Area Botanica si estende per circa un ettaro; si sviluppa lungo terrazzamenti degradanti aperti a Sud – Sud Ovest sulla conca di Soccavo. I terrazzi, falciati a prato, presentano una flora costituita prevalentemente da piante erbacee con elevata capacità di diffusione attraverso i semi (specie cosmopolite, ruderali).  I  pendii, che delimitano il pavimento dei terrazzi  sono colonizzati da piante con habitus di cespugli, arbusti o piccoli alberi.

Quote altimetriche dell’ ”Area”: il livello più alto  è a m. 371 s.l.m.; il più basso a m. 333 s.l.m.

Nell’  “Area Botanica”  sono presenti:

° Una stazione di Birdwatching e di inanellamento dell’Avifauna stanziale e di quella  di passaggio nei periodi migratori. Tale Stazione è stata istallata dal Dott. Alessio Usai che ha progettato anche l’area tematica del “Giardino delle Farfalle”.

° Un Orto, in cui vengono coltivate piante orticole della tradizione  Campano - Flegrea. Curato dai Volontari di “Agrifoglio”, l’Orto, oltre ad avere valenza didattica, riteniamo che possa collegarsi ai progetti di “Agricoltura Periurbana” promossi dal “Parco Metropolitano delle Colline di Napoli“.

° Delle arnie, curate dai Volontari di “Agrifoglio”. Il miele prodotto viene offerto alle persone a cui sono rivolti i progetti di inclusione sociale ed in particolare agli assistiti da alcuni “Centri di Salute Mentale” dell’ASL Napoli 1 con cui esistono rapporti di collaborazione consolidata e che periodicamente svolgono attività  nell’ “Area”.

° Un’opera di “Ingegneria Naturalistica” con la quale si è provveduto a  consolidare un’area molto ripida e caratterizzata da fenomeni franosi, che si affaccia su  uno dei terrazzi. I lavori sono stati eseguiti dai Volontari sotto la guida di uno dei massimi esperti del settore, in campo nazionale ed internazionale, nell’ambito di un cantiere scuola.

 

 


L’ “Area botanica”  può considerarsi un sito di valore paesaggistico, naturalistico, didattico :

° Si apre su un panorama che abbraccia il Golfo di Napoli e quello di Pozzuoli,    l’Area Flegrea ed, in alto, a Sud - Ovest, l’Eremo dei Camaldoli.

° La presenza di specie invasive, ruderali, sinantropiche presenti  nell’ ”Area” aprono il campo a riflessioni relative all’impatto antropico che insiste anche ai margini di aree protette; mentre le osservazioni sulla vegetazione suggerirebbero  immagini di antichi paesaggi vegetali che in tempi remoti avrebbero colonizzato i versanti meridionali della “Collina”.

° Il sentiero che da Soccavo giunge all’ “Area”, nella parte iniziale, si affaccia sul “Vallone del Verdolino”, un’incisione torrentizia vulcanico - tettonica inquadrata nella dinamica geologica dei Campi Flegrei. Il “Vallone” decorre in direzione Nord-Sud, dalla parte alta della “Collina” a Soccavo; ha notevole valore naturalistico; infatti, alla sua imboccatura dal basso, è possibile osservare la successione stratigrafica pressoché completa dei materiali che si sono depositati nel corso dei “cicli” caratterizzanti le attività vulcaniche Flegree.

Pare che in quest’ area  si snodasse l’antica  “ Via Vicinale Verdolino”, oggi impraticabile, che raccordava i centri abitati dei “Camaldoli” e collegava Soccavo con Marano attraverso i Borghi di Camaldolilli, Cappella Cangiani, Guantai, oggi accorpati nel Rione “Arenella”.

° Ha fondamentalmente valenza didattica, intesa come “Laboratorio di Educazione Ambientale” dove allievi delle Scuole di ogni ordine e grado, opportunamente guidati, hanno possibilità di esplorare ed osservare, in un contesto di “naturalità”, tutto quanto li circonda; di riflettere  e sperimentare, poi, nell’ottica di un “fare attivo e condiviso”.

° L’ “Associazione Agrifoglio” si impegna, inoltre, a favore di soggetti con  fenomeni di disagio e marginalità; essi svolgono periodicamente attività  nell’ “Area” ricavandone vantaggi sotto il profilo psico-fisico; tutti vivono questa esperienza come un momento di svago, di aggregazione, di relazione con altre persone e con l’ambiente naturale. La piantumazione di alcune “specie  aromatiche” effettuata in un terrazzo dell’ “Area”, sotto la guida di Grazia Cianciaruso, ha destato  vivissimo interesse.

CONDIZIONI PEDOCLIMATICHE DELL’ “AREA”

SUOLO: le caratteristiche pedologiche dell’ “Area Botanica” sono assimilabili a quelle dei versanti meridionali  della “Collina dei Camaldoli”: un basamento tufaceo su cui poggia  una coltre di prodotti piroclastici relativi alle ultime fasi dell’ attività vulcanica dei “Campi Flegrei”; in superficie: il terreno a cui si ancorano le piante.

ANDAMENTO CLIMATICO: caratteri di “mediterraneità” con  estati calde e secche ed Inverni  miti. Le piogge sono concentrate soprattutto nel periodo Autunno- Inverno.

1° ELENCO DELLE SPECIE SPONTANEE OSSERVATE E CLASSIFICATE:

Castanea sativa Mill. Castagno Fam. Fagaceae

“In tutta l’area flegrea si assiste ad una buona  diffusione del Castagno che si insedia dove le condizioni pedoclimatiche sono favorevoli al suo sviluppo. Ciò avviene lungo i versanti più freschi delle antiche caldere vulcaniche dove i suoli sono profondi e maturi, a reazione acida e sub acida”.

Le condizioni presenti nell’ “Area Botanica” non  sembrano favorevoli  al Castagno che si affaccia appena sui terrazzi superiori, lasciando il posto a specie termofile, amanti del caldo e della luce solare intensa:

Quercus ilex L.  Leccio - Fam.Fagaceae - Habitus: Albero o cespuglio. Specie sempreverde, eliofila. Predilige clima caldo arido. Può vivere dal livello del mare fino a 1800 m. di altitudine. In Primavera produce infiorescenze maschili di colore giallo (amenti). Ha ottima capacità di propagazione vegetativa mediante polloni radicali soprattutto dopo incendi, tagli ed altre calamità. Un tempo formava foreste molto estese lungo le coste mediterranee; oggi è presente in  boschi e “macchie”. E’ ampiamente diffuso nell’ “Area “ allo stato di piccolo albero o cespuglio.

Quercus pubescens Willd. Roverella-       Fam. Fagaceae

 

Spartium junceum L., Ginestra odorosa  (foto a lato) Fam. Fabaceae- (Leguminose) Pianta dai rami tenaci, giunchiformi; foglie piccole precocemente caduche e fiori giallo oro profumati. I semi contenuti nei legumi sono velenosi per la presenza di un alcaloide(sparteina). Nei paesaggi mediterranei è presente in “macchie” e “garighe”. Molti esemplari di “Ginestra odorosa” dell’ “Area” presentano neoformazioni dette “scopazzi”, provocate  da “fitoplasmi”.(I fitoplasmi sono batteri fitopatogeni privi di membrana, non coltivabili in vitro, trasmessi da Artropodi “vettori”, Insetti o Acari).Le piante infette non producono fiori.

Cytisus villosus Pourr. , Citiso trifloro – Fam. Fabaceae –

Cistus salviifolius L., Cisto femmina – Fam. Cistaceae – E’ un frutice aromatico non appiccicoso con foglie a lamina ovale o ellittica, dalla superficie rugosa, che ricordano  quelle della Salvia. E’ specie “pirofita”; infatti, per effetto del calore degli incendi il tegumento dei semi si fessura; ciò favorirà l’assorbimento dell’acqua, quindi la loro germinazione.  La pianta è presente lungo le coste del Mediterraneo in “macchie” e “garighe”.

Si sono osservati inoltre:

Colutea arborescens L. Vesicaria – Fam. Fabaceae - arbusto a fiori gialli; i frutti  (legumi) sono   fortemente rigonfi; presentano  pareti bruno – chiare simili a pergamena; contengono numerosi semi.

Coronilla emerus L. Cornetta dondolina – Fam. Fabaceae -

Fraxinus ornus L. , Orniello – Fam. Oleaceae – nell’ “Area” lo troviamo in forma di alberello o cespuglio.  Ha foglie caduche imparipennate e fiori odorosi riuniti in infiorescenze pendule; i frutti sono “samare” allungate di colore bruno.

In una piccola zona in provincia di Palermo dalla linfa essiccata che si ottiene incidendo opportunamente la scorza di grossi esemplari, si ricava la “manna”, sostanza a  debole attività lassativa.

Smilax aspera L , Salsapariglia nostrana, Stracciabraghe  - Fam. Smilacaceae

Specie arbustiva rampicante, sempreverde con foglie coriacee lucenti, cosparse di spine sui margini e lungo le nervature: alla base del picciolo fogliare sono presenti 2 viticci. Tepali del perigonio bianchi; frutti prima gialli, poi rossi; neri a maturità. È un componente della “macchia mediterranea”; con la sua presenza contribuisce a rendere questa associazione vegetale più difficilmente accessibile e percorribile.

Arundo pliniana Turra, Cannuccia di Plinio. - Fam. Poaceae - Graminacea invasiva con elevata capacità di propagazione  vegetativa  mediante rizomi sotterranei striscianti, a largo sviluppo. E’ presente lungo i pendii e nelle aree adiacenti ai terrazzamenti dove talora forma uno strato fitto ed impenetrabile alto fino a due metri. Nell’ “Area” la diffusione della la specie è  sotto stretto controllo.

Specie erbacee:

Stellaria media (L.) Vill.,  Centocchio, - Fam. Caryophyllaceae- Pianta  molto delicata dai piccoli fiori bianchi a forma di stella.

Silene italica (L.) Pers., - Fam. Caryophyllaceae-  ha fusti vischiosi e fiori a corolla bianco latte.

Silene vulgaris (Moench) Garcke, Silene rigonfia, con fiori bianchi penduli su peduncoli flessuosi.

Silene gallica L., Specie di piccole dimensioni, elegante, con delicati fiori rosa disposti unilateralmente;

Hypericum perforatum L. – Fam. Clusiaceae - Iperico.

Capsella bursa pastoris  (L.) Medicus, Borsa del pastore – Fam. Brassicaceae -

(Crocifere)

Raphanus raphanistrum L., Ravanello selvatico – Fam. Brassicaceae - Ha piccoli fiori giallo oro  e frutti (silique) con evidenti strozzature in corrispondenza dei semi.

Lunaria annua L., La moneta del Papa, - Fam. Brassicaceae – Specie con corolla a quattro petali di colore rosato; i frutti sono silique ellittiche, molto appiattite che lasciano intravedere  i  semi  in trasparenza.

Lathyrus clymenum L. Cicerchia. I fiori hanno  corolla papilionacea con

elementi di colore violetto. – Fam. Fabaceae -  (Leguminose)

Vicia villosa Roth  - Fam. Fabaceae –

Trifolium pratense L., Trifoglio dei prati - Fam. Fabaceae –

Psoralea bituminosa L. = Bituminaria bituminosa (L.) Stirton, - Fam. Fabaceae Trifoglio bituminoso; tutte le parti della pianta hanno odore penetrante di catrame.

Melilotus albus Medik. - Fam. Fabaceae -

Euphorbia helioscopia L., Erba calenzuola – Fam. Euphorbiaceae -

Mercurialis annua L.  Mercorella  - Fam. Euphorbiaceae -

Ferula communis L.  Finocchiaccio  - Fam. Apiaceae-

Cerinthe major L. Erba vaiola maggiore – Fam.  Boraginaceae -

Anchusa arvensis  (L.)Bieb. = Licopsis arvensis L. – Fam. Boraginaceae -

Plantago lanceolata L. Piantaggine -Fam. Plantaginaceae -

Linum bienne Mill.   -Fam. Linaceae -

Scabiosa columbaria L. -Fam. Dipsacaceae –

Verbascum sp.   Verbasco  - Fam- Scrophulariaceae-

Linaria purpurea (L.) Mill. – Fam. Scrophulariaceae - Endemica italiana. Ha delicati fiori di colore blu intenso presenti sulla pianta da Maggio ad Ottobre.

Achillea ligustica All.,- Fam. Asteraceae - Specie dalle foglie finemente divise;  fiori riuniti in minuscoli capolini bianco rosei.

Artemisia absinthium L.  Assenzio. Fam. Asteraceae – Suffrutice bianco per la presenza di peli presenti su rami e foglie che hanno odore fragrante di vermuth e gusto amarissimo, I capolini emisferici di colore giallo bruno sbocciano tra Agosto e Settembre.

Sonchus oleraceus L. Grespino  - Fam. Asteraceae -

Sonchus asper  (L.) Hill. Grespino spinoso – Fam. Asteraceae -

Galactites tomentosa Moench  -Fam. Asteraceae – Ha foglie spinose macchiate                       di bianco e capolini di colore rosa, viola chiaro, raramente bianchi.

Centaurea deusta Ten. - Fam. Asteraceae -

Erigeron annuus (L.) Pers.  – Fam. Asteraceae –

Picris hieracioides L. – Fam. Asteraceae-

Hypochaeris radicata L. – Fam. Asteraceae-

Asphodelus ramosus L.  Asfodelo - Fam. Liliaceae –

Serapias cordigera L. – Fam. Orchidaceae – Bella  “Orchidea”. Il labello del

perigonio è di colore ruggine scuro .

Serapias cordigera L.

CONSIDERAZIONI SULLA FLORA

La banalizzazione della Flora erbacea caratterizzata  da  specie cosmopolite, ad ampia distribuzione  geografica, e sinantropiche, associate ad ambienti  alterati dalla presenza dell’uomo, testimonierebbe un habitat  antropizzato. La presenza del Cisto, nota pianta  pirofita, quella della  Ginestra odorosa, utilizzata  per il consolidamento di pendii franosi, l’ “invasione” di Arundo plinii, impiegata utilmente in tutti i Campi Flegrei per rafforzare i terrazzamenti sarebbero prova del notevole  impatto antropico sull’ “Area”.

STORIA DELLA VEGETAZIONE

Il paesaggio vegetale attuale dell’ ”Area Botanica” è  strettamente legato a quello dei versanti meridionali della “Collina”. Esso non può prescindere dalla sua storia che è stata caratterizzata da eventi legati soprattutto alla presenza dell’uomo. Gli incendi, con conseguenti fenomeni erosivi per ruscellamento delle acque di pioggia, gli eventi franosi favoriti dalla presenza della coltre piroclastica incoerente ed altri fattori di disturbo antropico avrebbero degradato fortemente e poi distrutto l’antica copertura vegetale probabilmente legata dinamicamente a formazioni riferibili alla vegetazione mediterranea (boschi di Querce (Lecci), macchia, gariga, steppa).  I nuclei frammentati e poco estesi di Leccio presenti oggi in tutta l’ “area” potrebbero considerarsi i testimoni dell’antica Flora.

Il Leccio è la specie più rappresentativa della Vegetazione mediterranea.

SPECIE INTRODOTTE NELL’ “ AREA BOTANICA “ A SCOPI DIDATTICI

Già da qualche anno sono state introdotte ed esposte nell’ “Area Botanica”, specie sempreverdi sclerofille  della Flora Mediterranea, a scopi didattici.

L’esposizione topografica, le condizioni climatiche hanno favorito la sopravvivenza e la conservazione di  quasi tutti gli esemplari piantumati.

ELENCO DELLE SPECIE INTRODOTTE:

Juniperus oxycedrus L. Ginepro ossicedro – Fam. Cupressaceae –

Arbutus unedo L. Corbezzolo - Fam. Ericaceae -

Myrtus communis L.  Mirto - Fam. Myrtaceae -

Pistacia lentiscus L.  Lentisco – Fam. Anacardiaceae -

Rhamnus alaternus L.  Alaterno  - Fam Rhamnaceae –

Ilex aquifolium L. Agrifoglio  - Fam. Aquifoliaceae –

Laurus nobilis l.  Alloro – Fam. Lauraceae –

Viburnum tinus L.  Lentaggine, Laurotino  - Fam. Caprifoliaceae-

Phillyrea sp. – Fam. Oleaceae –

Olea europaea L. Olivo – Fam. Oleaceae -

Olea europaea  var. Oleaster D.C.- Fam. Oleaceae-

Nerium oleander L. – Fam. Apocynaceae

Teucrium fruticans L.  Camedrio Femmina  -Fam. Lamiaceae –

Rosmarinus officinalis  L.  – Fam. Lamiaceae –

Thymus sp.  Timo   - Fam. Lamiaceae –

Salvia officinalis L.  Salvia domestica – Fam. Lamiaceae –

Lavandula sp.  Lavanda – Fam. Lamiaceae –

Ceratonia siliqua L.  Carrubo – Fam. Caesalpinaceae –

Juniperus oxycedrus  L. – Ginepro ossicedro  - Fam- Cupressaceae –

Chamaerops humilis L.  Palma nana   - Fam. Arecaceae –

Inoltre:

Ulmus minor Mill. Olmo campestre – Fam. Ulmaceae –

Ilex aquifolium L. , Agrifoglio – Fam. Aquifoliaceae;

Corylus avellana L. , Nocciolo – Fam. Corylaceae –

Punica granatum l. , Granato  - Fam. Punicaceae

Cytisus scoparius (l.) Link,  sin. di Sarotamnus scoparius ( L.) Wimm. – Fam. Fabaceae-

Prunus spinosa L. , Prugnolo  - Fam. Rosaceae –

Prunus laurocerasus  L. , Lauroceraso - Fam. Rosaceae-

Acer sp. Acero  - Fam. Aceraceae –

Celtis australis L. , Bagolaro – Fam. Ulmaceae –

Cercis siliquastrum L. , Albero di Giuda  - Fam. Fabaceae –

Cinnamomum camphora (L.) J. Presl.

 

Un terrazzo dell'area con un esemplare di Leccio ed uno di Roverella nel suo habitus invernale (foto in basso).

 

 

 

 

 

IDENTIFICAZIONE DELLE SPECIE PRESENTI NELL’AREA

Molti esemplari delle specie presenti nell’ ”Area” sono corredati da etichette. Su ognuna sono indicati: il nome volgare della pianta, quello del genere e della specie, seguiti dall’iniziale del nome del Botanico che l’ha descritta per primo e classificata; la Famiglia di appartenenza. Qualche etichetta contiene brevi note sull’origine del nome e sugli usi alimentari e terapeutici della pianta nella tradizione popolare.

CRITICITA’

Dissesti idrogeologici con conseguenti fenomeni franosi, incendi, inquinamento    elettromagnetico.

PROTEZIONE

L’intera “Collina dei Camaldoli” è inserita nell’ Elenco dei  Siti  S I C ( Siti di

Interesse Comunitario) della “ Rete Natura 2000 ” Direttiva Habitat 92/43/ CEE. In particolare i versanti meridionali sono sottoposti a vincoli di “Tutela

Idrogeologica”.

PROGETTI

Allo scopo di razionalizzare il più possibile gli spazi espositivi dell’area, sono in via di programmazione le seguenti attività:

° Piantumare, insieme a quelle già esistenti, altre essenze della Flora Mediterranea; ordinarle lungo un terrazzo dell’ ”Area” in maniera che il visitatore  possa cogliere  le strategie di sopravvivenza che  queste specie hanno sviluppato nel corso della loro storia evolutiva.

° Creare aree tematiche che aiutino a cogliere i rapporti Vegetali – Uomo

(specie usate nella medicina popolare, piante alimentari  ed aromatiche della

° Realizzare percorsi didattici che permettano di inquadrare le piante esposte

nei sistemi di “Classificazione Linneana” e nella storia evolutiva dei vegetali.

° Creare un “orto sinergico” allo scopo di confrontare tale tecnica con quelle tradizionali.

° Aprire l’ ”Area Botanica “ al Pubblico  una volta al mese, da Aprile ad

Ottobre.

I visitatori, insieme a qualche ora di benessere e svago all’aria  aperta, se lo

gradissero, potrebbero  effettuare visite guidate nei diversi settori dell’ “Area“.

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

Ingrid e Peter Schonfelder. La Flora mediterranea – De Agostini.

Motti R. – Il bosco del Parco dei Camaldoli (Aspetti floristici e vegetazionali) - Annali di Botanica. Vol. LIV. 1996.

Pignatti S. - Flora d’Italia - Edagricole. 1982.

WWF – Ricerche e progetti – Ente Parco Metropolitano Delle Colline Di Napoli. 2000.

cucina mediterranea, pianta da profumo).

 
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